L’Italia senza la Sicilia non lascia immagine nello spirito: soltanto qui è la chiave di tutto. (Goethe)

mercoledì 8 febbraio 2012

PAOLO DI NELLA 09/02/1983 - 09/02/2012

"Noi non siamo uomini d'oggi, siamo nati in un tempo sbagliato. Ma siamo nati per davvero."

Paolo amava il suo quartiere, e proprio in nome di questo amore aveva programmato una battaglia per l'esproprio di Villa Chigi, che voleva far destinare a centro sociale e culturale. Per far partecipare gli abitanti del quartiere a questa battaglia sociale, il 3 febbraio sarebbe dovuta cominciare una raccolta di firme. Paolo, impegnato in prima persona nell'iniziativa, aveva dedicato gran parte della giornata del 2 ad affiggere manifesti che la rendevano pubblica. Dopo una breve interruzione, l'affissione riprese alle 22. Durante il percorso non ci furono incidenti, anche se Paolo e la giovane militante che lo accompagnava, notarono alcune presenze sospette. Verso le 0.45 Paolo si accingeva ad affiggere manifesti su un cartellone situato su uno spartitraffico di piazza Gondar. Qui sostavano due ragazzi che, appena Paolo voltò loro le spalle per mettere la colla, si diressero di corsa verso di lui. Uno di loro lo colpì alla testa. Poi, sempre di corsa, fuggirono per via Lagotana. Paolo, ancora stordito per il colpo, si diresse alla macchina, da dove la ragazza che lo accompagnava aveva assistito impotente alla scena.Dopo essersi sciacquato ad una fontanella la ferita ancora sanguinante, Paolo riportò in sede i manifesti e il secchio di colla. Verso l'1.30, rientrò a casa. I genitori lo sentirono lavarsi i capelli, muoversi inquieto e lamentarsi. Lo soccorsero chiamando un'ambulanza, che però arrivò quando ormai Paolo era già in coma. Solo nella tarda mattinata del giorno dopo, il 3 febbraio, Paolo venne operato, e gli vennero asportati due ematomi e un tratto di cranio frantumato. Le prime indagini furono condotte con estrema superficialità dal dirigente della Digos romana incaricato del caso, il dottor Marchionne. Non ci furono infatti né perquisizioni, né fermi di polizia tra gli esponenti dell'Autonomia Operaia del quartiere Africano. La ragazza che era con Paolo, unica testimone dell'agguato, venne interrogata dagli inquirenti che, più che all'accertamento dei fatti, sembravano interessati alla struttura organizzativa del Fronte della gioventù e ai nomi dei suoi dirigenti, magari per dar corpo all'ignobile storiella della "faida interna". L'istruttoria sembrò avere una solerte ripresa quando al capezzale di Paolo arrivò anche l'allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini. Passato però il momento di risonanza dovuto a questo gesto, tutto tornò ad essere chiuso in un cassetto. La sera del 9 febbraio, alle 20,05, dopo sette giorni di coma, la solitaria lotta di Paolo contro la morte giunse a termine.

giovedì 15 dicembre 2011

Benvenuti nello Stato Sovietico dei Banchieri


Monti il Totalitario pro-Banchieri (Un Comunista per i Mercati. Un Socializzatore per il Bene della Speculazione)


di Maurizio Blondet

Che dire, caro lettore? Sul Corriere appare una intervista ad un esultante Attilio Befera, il capo di Equitalia, che tripudia: «Segreto bancario finito, ora abbiamo più poteri. Così scopriremo gli evasori». Potremmo consolarci pensando che il Fisco finirà per annegarsi da sè in miliardi di dati – la maggior parte del tutto inutili – tali da paralizzarsi da solo. Per dirla con Raffaello Lupi, docente di Diritto tributario non privo di humor, quando le tracce sono milioni, nemmeno il miglior ricercatore di orme Sioux ci si raccapezza.

Ma proprio questo ci dice che la mitica «caccia all’evasore» non è lo scopo dell’abolizione del segreto bancario, nè il motivo dell’esultanza di Befera. Il tripudio, vicino al delirio d’onnipotenza, è dovuto al coronamento del sogno di ogni alta burocrazia – specie italiana: esercitare il controllo totale su tutti i privati, ficcare il naso negli affari minimi di ciascun contribuente, a scopi polizieschi o semplicemente per godere del potere indebito di farsi i fatti altrui. L’alta burocrazia guarda ai cittadini (che la pagano) come nemici (perchè non la pagano abbastanza) e comunque come sospetti da tenere sotto sorveglianza e da smascherare. O almeno, da tenere sotto schiaffo con il continuo timore di essere colti in fallo dall’occhio onnipotente del Pubblico Potere.

È lo stesso motivo per cui la magistratura d’accusa compie intercettazioni telefoniche a tappeto, senza limiti, indiscriminati ed arbitrarie, e non tollera limitazioni su questa pratica di violazione della libertà personale. Ho già detto più volte il perchè: per la burocrazia pubblica, tributaria, giudiziaria o comunque castale, i cittadini privati sono sospetti in via di principio, in quanto esercitano atti di volontà privati; ossia esercitano, per dirla in breve, la libertà. La «cultura» burocratica pubblica ammette come lecite solo le azioni dei cittadini e contribuenti quando coincidano con la Volontà Generale. Se costoro esercitano atti secondo la loro volontà particolare e personale, essi delinquono(1). O sono sospettati di delinquere.

giovedì 1 dicembre 2011

"NOI CREDIAMO", Un libro di Giorgia Meloni.

"Noi crediamo. Crediamo nei giovani, nella politica, nella giustizia, nell'eguaglianza, nel merito. Crediamo nella nostra Nazione, una Nazione nata centocinquant'anni fa dal sacrificio di un gruppo di ragazzi, molti dei quali poco più che ventenni. Una banda di idealisti, sognatori e poeti, capaci di abbandonare tutto e prendere le armi per inseguire l'utopia dell'unità nazionale." 

In un momento di crisi - della politica, dell'economia, degli ideali - serve ricordare da dove veniamo, il nostro patrimonio di valori e cultura, la nostra identità. Perché, mai come ora, è pericoloso cedere alla tentazione del disimpegno, dell'apatia e del qualunquismo mascherati da lotta alla "Casta", da antipolitica. È vero, quella di oggi è una società bloccata. Bloccata da rendite di posizione, dalla mancanza di mobilità sociale, da vecchi schemi che non corrispondono più alla realtà, che invece è profondamente mutata. E sono i giovani a pagare il prezzo più alto, costretti a vivere un presente di precarietà e a immaginare un futuro ancora più incerto. 

Per loro c'è bisogno di aggredire dalle fondamenta la società dei privilegi consolidati e costruire sulle sue macerie l'Italia del merito capace di far emergere e premiare l'energia visionaria, la tenacia, il talento. Giorgia Meloni, il più giovane ministro nella storia della Repubblica, ha raccolto le storie di ragazzi e ragazze che vivono con coraggio, determinazione, passione. 

Alcuni sono famosi, come Federica Pellegrini o Mirco Bergamasco, altri no, ma non sono meno importanti, perché tutti protagonisti di storie esemplari e avvincenti, che meglio di molti discorsi illustrano i princìpi - dalla lotta alla mafia alla difesa della vita - per cui l'autrice si batte da anni e che ne hanno ispirato l'intera attività politica. Sono storie che nascono da un incontro, da una sintonia di valori, dalla certezza che le vite di questi giovani servono ad altri. E che servono all'Italia per essere un Paese migliore.

martedì 18 ottobre 2011

Il giro d'Italia in 150 passi.



VENERDI' 21 OTTOBRE, ALLE ORE 17:30 a Firenze, presso il Meeting del Forum Nazionale dei Giovani, Proposta 2011 verrà presentato il dvd 
"Il giro d'Italia in 150 passi." realizzato dalla Commissione Cultura della Legalità del FNG, con patrocinio del Ministero della gioventù e del 150° dell'unità d'Italia. con il progetto Legalità In-formazione.



Il lavoro che verrà presentato è diviso in tre parti, la prima (Legalità In-formazione) è il punto centrale del lavoro, un documentario che contiene video-interviste  a diversi protagonisti "noti" (Don Ciotti, Giancarlo Caselli, Nicola Gratteri, Orfeo Notaristefano). Contiene inoltre interviste itineranti a giovani in aree geografiche diverse.(nord, sud,centro italia).
L’obiettivo è  stato quello di raccogliere esperienze diverse, comuni e particolari per mettere a confronto diverse modalità di lotta alla criminalità organizzata e di promozione della legalità, si è scelto di raccogliere le testimonianze in aree geografiche  diverse per diffondere il concetto di cultura della legalità come valore unificante per le giovani generazioni a prescindere dalle realtà geografiche.

La seconda parte è un cortometraggio dal titolo " Un giorno da leone 100 da pecora". Viene messa a confronto una giornata tipo di un magistrato antimafia e di un latitante, vengono in particolare messe in risalto le criticità che caratterizzano le due vite, e la difficoltà soprattutto per il magistrato costretto a privarsi di molte sue libertà per perseguire i suoi scopi e servire la collettività ma che nonostante tutto vive "libero" e convinto di esserSI schierato dalla parte giusta.

La terza parte "il legalizzatore" è un video strutturato in maniera particolare. Lo scopo è quello di far notare come il rispetto della legalità non sia limitato soltanto ai casi più ‘gravi’, ma come la legalità passi anche per piccoli comportamenti quotidiani, che sono comunque alla base del vivere civile in una società. Nel video vengono "scovate" quelle piccole azioni quotidiane che commettiamo non agendo nelle legalità.Si prenda per esempio il mancato pagamento del biglietto sull'autobus, gettare le cartacce in strada ecc.ecc. L' obiettivo è far capire che anche con le piccole azioni influiscono sul benessere della collettività.

Tutto il materiale raccolto sul dvd verrà distribuito ad associazioni e  nelle scuole così da poter dare degli strumenti agli insegnanti ed educatori per approfondire le tematiche della legalità, a tal proposito nel libretto del dvd sono inserite delle attività che gli insegnanti/educatori possono realizzare con i loro ragazzi.
Il progetto è stato seguito in tutti i passi dalla commissione cultura della legalità del Fng, le attività allegate sono state realizzate dal pool di formatori del Fng. Il lavoro ha il patrocinio del Ministero della gioventù e del 150° dell'unità d'Italia. La realizzazione tecnica è frutto della collaborazione tra l'agenzia Capsulae e MedulaLab.

ecco il trailer:



Fate parlare gli indignati e capirete la vera ragione per cui sono precari


di Pietrangelo Buttafuoco

 Troppo comodo trasformare in fascisti i “compagni che sbagliano”, gli incappucciati che si prendono i cortei per fare la festa agli indignados. Troppo facile, poi, risolverla con lo sfascismo.


 In questa vicenda di borghesi stradaioli non c’entra nulla, infatti, il santo manganello. Non c’è il Novecento, non c’è la “Rissa in Galleria” e neanche “Città che sale”. Tutt’al più c’è quell’Ecce Homo di Marco Pannella scaracchiato da una manica di benpensanti giacobini.In attesa che ci scappi il morto è bene che si sappia che in queste stupide lagne giovanilistiche – cui può benissimo fare il paio la dichiarazione di Mario Draghi, ben lieto di scivolare dentro la demagogia – non c’è una sola scazzottatura, non un solo frammento dell’Avanguardia storica e sempre restando in attesa che ci scappi il morto si può stare sicuri di un fatto: neppure la ribellione delle masse può cominciare da piazza San Giovanni perché se solo ci fosse stata una goccia di olio di ricino si sarebbero sentite le note di “Rusticanella”, la marcia della marcia su Roma.Troppo comodo, poi, pensare che possano fare epoca. Sarà globale, infatti, la mobilitazione – ci sarà tutta una canea a muoversi – ma tutti questi indignados sono così a corto di concetti, di parole e di raziocinio che è proprio un’esagerazione andargli addosso con gli idranti della forza pubblica. E’ sufficiente farli parlare. Di tutti questi indignados, infatti, quelli interpellati a caldo, dopo gli incidenti di sabato – ma anche a freddo, a bocce ferme – non ce n’è uno che sappia fare la “O” col bicchiere. Il povero David Parenzo, in collegamento dalla piazza ancora rovente per “In Onda” su La7, dai leader raccolti intorno al suo microfono non riusciva a cavargli un costrutto che fosse uno, due parole messe in croce, tre neuroni in grado di sostenere una spiegazione del loro essere indignati. Stessa fatica per Bianca Berlinguer, sempre in collegamento con i giovani indignati al Tg3 “Linea notte”, che non riusciva a farsi dare una frase di senso compiuto da questi avanguardisti, incapaci perfino di dare una risposta a Mario Draghi.

lunedì 5 settembre 2011

FATE LARGO ALL'ITALIA CHE AVANZA - Atreju 2011

Uno slogan di protagonismo generazionale diventa il titolo della XIII edizione di Atreju, festa nazionale della Giovane Italia, che torna dal 7 all' 11 settembre nel Parco del Celio a Roma. Come il protagonista de "La Storia Infinita", anche l'evento che porta il suo nome vuole incarnare l'esempio di un giovane impegnato nel confronto quotidiano contro le forze del Nulla, contro un nemico che logora la fantasia della gioventù, ne consuma le energie, la spoglia di valori ed ideali, sino ad appiattirne le esistenze. "Fate largo all' Italia che avanza" è il motto di una gioventù che chiede a gran voce il ritorno della meritocrazia per le nuove generazioni, che non ci sta a pagare il conto di decenni di cattiva politica senza fiatare, e che vuole abbattere quei muri e scavalcare quelle barriere rappresentate da vecchi privilegi, baronie e rendite di posizione. 


Programma


mercoledì 07 settembre 2011

ore 17:00
Fate Largo all’Italia che avanza. Inaugurazione di Atreju 2011
Saluti: Vincenzo Piso, coordinatore PdL Lazio; Alfredo Pallone, vice coordinatore vicario PdL Lazio; Gianni Sammarco, coordinatore del PdL Roma; Marco Di Cosimo,vice coordinatore del PdL Roma; Francesco Lollobrigida, coordinatore PdL Provincia di Roma; Angelo Santori, coordinatore vicario PdL Provincia di Roma.
Modera: Alessandro Colorio

ore 18.00 Confronto
Tutto vince il lavoro (Virgilio).Viaggio nel futuro dell'occupazione giovanile
Partecipano: Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro; Raffaele Bonanni, segretario generale CISL; Enrico Letta, vice segretario PD; Enrico Giovannini, presidente ISTAT.
Modera: Giuseppe Agovino

ore 19.30 Atreju Cultura
La bellezza salverà il mondo (Dostoevskij). Cultura e sviluppo economico nazionale.
Partecipano: Fabio Rampelli, deputato PdL; Marcello Veneziani, saggista e giornalista; Luca Telese, giornalista e scrittore; Enrico Gasbarra, deputato PD.
Modera: Ulderico De Laurentiis

ore 21.00
Premio Atreju 2011 a Carlotta Pasqua, presidente Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani.
Partecipa Barbara Saltamartini, responsabile settore pari opportunità PdL.
Consegna il premio Daniele Capezzone, portavoce PdL.
Modera: Francesco De Micheli

ore 21.30 Spettacolo
Il cabaret di Andrea Perroni


mercoledì 13 luglio 2011

Trailer Legalità In-formazione

Trailer del Progetto: Legalità In-formazione, realizzato dalla commissione Cultura della Legalità del Forum Nazionale dei Giovani. Il dvd integrale verrà presentato ad ottobre 2011, con un evento nazionale.