L’Italia senza la Sicilia non lascia immagine nello spirito: soltanto qui è la chiave di tutto. (Goethe)

lunedì 31 maggio 2010

Gaza, Israele spara alla nave di pacifisti, è scontro a fuoco: almeno 19 le vittime

Tragico attacco della marina israeliana nelle acque di Gaza. Tre unità militari hanno intercettato un'imbarcazione turca della "Freedom Flotilla", la missione internazionale partita ieri da Cipro con a bordo 700 pacifisti e 10.000 tonnellate di aiuti umanitari per i palestinesi di Gaza: si temono oltre una decina di morti e una trentina di feriti


Finisce nel sangue l'assalto israeliano contro una flottiglia di navi appartenenti a organizzazioni non governative in rotta verso Gaza nel tentativo di forzare il blocco imposto da Tel Aviv nella zona. Il bilancio è ancora incerto, ma una tv israeliana ha riferito di 19 attivisti morti e 26 feriti. Feriti anche cinque militari israeliani. Secondo le prime ricostruzioni, le forze armate di Tel Aviv avrebbero cercato di prendere il controllo delle navi, ma l'assalto è finito nel peggiore dei modi. Il comandante della marina militare israeliana, ammiraglio Eliezer Marom, ha affermato che gli scontri mortali si sono verificati solo su una delle sei navi, la Marmara, battente bandiera turca. Su tutte le altre imbarcazioni, ha detto, l'operazione si è svolta senza incontrare resistenza violenta da parte dei passeggeri e perciò senza vittime. Il ministero dei Trasporti turco denuncia però che la flottiglia è stata illegalmente intercettata in acque internazionali, a circa 70 miglia nautiche (130 km) dalla terraferma. Fra gli attivisti a bordo delle navi c'erano anche quattro italiani: la Farnesina afferma che nessuno di loro è stato coinvolto nella sparatoria. Il blitz israeliano ha ovviamente provocato una serie di reazioni e polemiche internazionale: l'Unione europea ha chiesto immediatamente l'apertura di un'inchiesta.

martedì 6 aprile 2010

6 Aprile 2010 ad 1 anno dal tragico terremoto dell'Abruzzo

E' passato 1 anno...Ascolto questa canzone e mi vengono i brividi...penso a quella notte..la scossa..sentita a anche a Roma...,lo spavento e la nn consapevolezza di ciò che accadeva a pochi km da me..la sveglia la mattina è la senzazione strana di sapere cosa fosse successo nella notte...i telegiornali e le prime notizie tragiche..le prime chiamate agli amici Abruzzesi, più stretti...e la senzazione d'impotenza verso madre natura... Poi le settimane seguenti...la voglia di rendersi utili da subito...l'organizzazione per gli aiuti e per i volantari, l'attesa per la chiamata per la partenza...e una piccola sensazione di felicità nel vedere un popolo unito per aiutare i propri fratelli in difficoltà...Poi la partenza...con un gruppo di fratelli..il viaggio....lo scenario surreale...l'arrivo a Navelli e l'incontro con altri fratelli...l'immersione totale in una realtà difficile ma stimolante i lavoro e la fratellanza tra persone appena conosciute...i sorrisi che allietavano la fatica...la gente che ti ringrazia anche per un minino gesto...la Folgore, Gatto, Pino, Antonio, Sergio.. la voglia di nn fermarsi mai e di mettersi a disposizione....la partenza in un giorno di pioggia....e la difficoltà a lasciare tutti e il pensiero di nn aver fatto abbastanza...poi le riflessioni...la gioia, le piccole soddisfazioni.....i nuovi fratelli da portare sempre nel cuore..la continua informazione sulle condizioni di ciò che si era iniziato...e la gioia di vedere che finalmente almeno questa volta le parole si erano trasformate in fatti....


martedì 16 marzo 2010

Orlandina basket, promossa in B ri-comincia la scalata... siamo tornati||||


La forza del gruppo. La società della neo-promossa Orlandina e lo staff tecnico (grandi elogi del presidente Enzo Sindoni all’head-coach Peppe Condello, all’assistente Calogero Paparone e al preparatore atletico Pippo Ferrarotto) hanno espresso parole di ammirazione per tutta la squadra per quello che dato e che ancora darà nel finale di stagione. Giova ricordare che, dal 27 settembre al 3 ottobre scorsi, a Capo d’Orlando sono arrivati alla spicciolata i giocatori dell’appena ripescata in C Orlandina che si sono messi al lavoro senza preparazione e andando incontro a naturali problemi fisici: in tal senso simboleggiante l’Aimaretti zoppicante e che, praticamente, si reggeva su una sola gamba nelle prime giornate. Poi scoppiò il caso del tesseramento bloccato per le prime sei giornate del trio ex-Sarno (Moccia, Di Lauro, Milone) e solamente dall’inizio del girone di ritorno il gruppo ha potuto lavorare insieme quotidianamente o quasi. Malgrado tutto la forza devastante dell’Upea è simboleggiata dai numeri: 21 vittorie su 22 partite, 42 punti su 44 (44 su 46 senza l’esclusione del Comiso), unica sconfitta a Gela, guarda caso senza Ariel Aimaretti, nel girone di ritorno, Mvp del torneo, un invalicabile ombrello sotto le plance sui due lati del campo. “Sono felicissimo- dice il lungo italo-argentino- perché le vittorie non nascono mai da sole o per caso. Non possiamo nascondere che la società ha attrezzato una squadra super per la categoria ma non ci conoscevamo e non abbiamo lavorato insieme in estate. Siamo stati sempre mentalmente a posto, andando avanti incuranti degli infortuni e delle avversità perché è nato un gruppo vero che oggi sprizza gioia per la conquista della B, punto di ripartenza per Capo d’Orlando”. Il play Pablo Albertinazzi è stato l’indiscusso leader. “Mi è stato messo in mano il gioco della squadra- dice l’ex-Catanzaro- e ho fatto il mio compito insieme a questi splendidi compagni. Abbiamo vinto meritatamente ed è una vittoria di tutti, della società che vuole tornare in alto, dello staff tecnico, di noi giocatori, di questa eccezionale tifoseria che domenica sera è tornata numerosa ad incitarci”. Poche parole ma tante triple per Carmine Moccia, gran trascinatore nel match con Rosarno con i suoi 21 punti:”E’ stato emozionante, la vittoria di un campionato è sempre un piacevole momento, a coronamento dei sacrifici di una intera stagione. Adesso non ci fermiamo, vogliamo vincere tutte le altre gare in programma e guardiamo con attenzione alla Coppa Italia di C”. Il dirigente più giovane è anche quello più anziano: Antonio Gori, nell’estate 1996, convinse il suo datore di lavoro Enzo Sindoni ad abbracciare il basket lasciando la vice-presidenza dell’Orlandina calcio in serie D:”Dedico questa promozione a Peppe Condello, autentico uomo-Orlandina, tra i più grandi giocatori della nostra storia, assistente due anni fa di Sacchetti in A, oggi vincitore di un campionato in apertura, ne sono convinto, di una grande carriera di tecnico”. Oggi riprendono gli allenamenti: domenica arriva l’Amatori Messina per il derby e ci sarà un gradito ospite, Gianmarco Pozzecco. Che la festa continui!

mercoledì 10 marzo 2010

Orlandina Basket, pronti a scrivere una nuova pagina della nostra storia...

Il prossimo impegno casalingo vedrà i ragazzi di Peppe Condello impegnati in una gara, contro Rosarno, che potrebbe significare la promozione matematica in serie B dilettanti per l'Orlandina Basket... siamo pronti per esplodere in un grido di gioia...

Domenica cancelleremo un quarto della ferita infertaci, 
Non importa essere in tanti, 
ma credo che sia giusto che tanti, tantissimi, sappiano che 
l'Upea è viva, forte con intatta voglia di vincere.
Perchè l'Upea è passione pura, sentimento vero, energia e voglia di vivere 

mercoledì 3 marzo 2010

SCUSA MA NON TI VOGLIAMO.......alla Sapienza

Giovedì 4 marzo, l’Università la Sapienza di Roma, ha organizzato un incontro con Federico Moccia definendolo il “cantore del mondo adolescenziale” e un punto di riferimento giovanile. A questa “indagine sociologico-culturale” realizzata dai “cultori del mondo accademico” NON CI STIAMO!!!

Crediamo che non rappresenti la vita reale e che appiattisca situazioni e valori, oscillando sull’indecenza artistica.Moccia rappresenta un decadentismo valoriale non proprio della nostra generazione.

Noi non crediamo nella banalizzazione dei sentimenti e nel disimpegno sociale, ma crediamo che tutti i giovani portino con sé la voglia di mettersi in gioco e realizzare se stessi e una migliore società civile.

domenica 28 febbraio 2010

Terremoto in Cile...la terra trema di più?


Haiti, il Giappone qualche giorno fa, ed ora il Cile. La Terra trema di più? Gli scienziati registrano e guardano disarmati la violenza improvvisa della Terra senza la capacità di cogliere qualche segno.Ci sono aree a rischio ben note, punti critici da sorvegliare con maggior attenzione come le coste cilene e la nostra Penisola ma al massimo la scienza esprime delle probabilità che si infrangono sul muro della mancanza di conoscenze. Solo agli inizi del Novecento il berlinese Alfred Lothar Wegener raccontava in un libro la formazione di oceani e continenti e soltanto alla fine degli anni Sessanta (due anni prima la conquista della Luna) il canadese John Tuzo Wilson presentava il primo modello teorico della deriva dei continenti e Dan McKenzie dell'Università di Cambridge spiegava sulla rivista Nature la «tettonica a placche». Da quelle parole di quarant'anni fa si è iniziato a decifrare con maggior coscienza gli scontri perennemente in corso fra le zolle in cui è separata la crosta terrestre cercando indizi sullo scatenarsi dei terremoti. È una titanica fatica perché finora solo la fantascienza di Giulio Verne ha compiuto un viaggio al centro della Terra per scoprirne la natura e cogliere le manifestazioni che l'uomo subisce abitando in superficie.

La sismologia non è una scienza esatta, e la difesa dai terremoti rimane una meta lontana da raggiungere. Da decenni si tentano le vie più diverse al fine di sciogliere gli impenetrabili misteri che sempre avvolgono imovimenti interni del pianeta. In California i geologi dell'US Geological Survey e di numerose università scavano un pozzo fino a dieci chilometri di profondità per raccogliere indizi sugli spostamenti della faglia di San Andreas e scoprire in anticipo il manifestarsi del Big One, il super-terremoto da tempo atteso.

I fisici russi sostenevano di riuscire a raccogliere dallo spazio la presenza di particelle atomiche capaci di segnalare l'imminenza di un sisma. Ma finora la tecnologia non ha fornito risposte attendibili sia a terra (ricordate le emissioni del gas radon?) che nello spazio. Rimane alla base un grave limite di conoscenza scientifica. Da anni negli Stati Uniti e in Giappone si cerca di disegnare un modello teorico globale della Terra capace di mostrare ciò che accade nelle viscere, nel suo cuore incandescente e soprattutto negli strati esterni, nella frizione continua tra il mantello e la crosta sulla quale viviamo. Ma, ancora una volta, pur disponendo di potenti supercomputer la capacità di calcolo è inadeguata per descrivere le mille forze in gioco. Sono i limiti dell'uomo che solo la ricerca può aiutare ad estendere.

fonte: Corriere.it

mercoledì 24 febbraio 2010

L'italia del televoto, fenomeno Mauro Marin.

- Ma l’Arcigay s’infuria
con i fan

- Nella casa tutti contro il castellano, l’Italia
lo ama e lo salva

CASTELFRANCO (Treviso) — Delirio. Sul web, i fan di Mauro Marin stanno per infrangere la barriera dei 260 mila iscritti. Nell’osteria «da Profeta », quella di famiglia a Castelfranco Veneto, hanno deciso di staccare il telefono. Troppa gente, troppe telefonate per andare avanti a lavorare. I genitori, ogni tanto si preoccupano. «Lo trattano troppo male dentro quella casa». Ma è definitivamente «Mauro-mania ». Il fratello Giulio si è fatto la sua idea. «Piace perché è naturale». E così, dopo la doppia vittoria di lunedì, si riparte col televoto. L’obiettivo dichiarato è di abbattere Maicol. E c’è pure chi esagera con le offese. Ieri è intervenuta anche l’Arcigay, che ha evidenziato come ci siano dei messaggi omofobici contro il concorrente gay del Grande Fratello 10. Ormai è impossibile avere dubbi. Mauro Marin è un caso mediatico.

E il termometro per misurare la febbre è necessariamente il social network per antonomasia, Facebook. È una rincorsa folle, minuto dopo minuto, a idolatrare il salumiere castellano che partecipa al reality della Finivest. Nelle gesta epiche collettive, si segnalano l’invio di due aerei con striscione sopra la casa (uno dei quali non visto da Mauro, con relative polemiche) e le raccolte di fondi tra t-shirt e oggettistica varia. Obiettivo: investire i soldi in regali e sms a favore dell’idolo. I numeri sono cinici. Ieri a metà pomeriggio nel fan club di Maicol erano iscritti 37.300 persone, contro gli 8.230 di Alberto, i 5.480 di Giorgio e i 660 di Mara. Inezie rispetto alla mareggiata per il castellano. Nel mezzo delle ragazzine che urlano di aver speso 25 euro di ricarica in messaggi al 48422, nel gruppo è nata pure una polemica. In molti si sono spesi in offese verso Maicol, colpevole, oltre di essere rivale di Marin, anche di omosessualità. Tanto che l’amministratore è intervenuto, richiamando all’ordine. L’Arcigay ha colto la palla al balzo per diffondere una nota, ripresa poi da diversi siti web. «Quando ci troveremo di fronte a contenuti violenti nei confronti del mondo dell’omosessualità, chiederemo la chiusura del canale».

Cosa che gli stessi amministratori del gruppo dei fan di Fecebook hanno realizzato nella serata di ieri, bloccando la bacheca dei commenti pubblici. A Castelfranco, lontano mille miglia da tutto questo, ci sono i famigliari di Mauro. La nonna Elsa, ad esempio. «Cossà vegnarà fora da ’sto Mauro?», chiedeva ieri. Ma ci sono anche le mamme dei coetanei, che chiamano quella di Mauro. «Signora, le stiamo vicine. Non si preoccupi, stiamo male anche noi quando offendono suo figlio ». Il papà Danilo, che gli ha mandato un messaggio in trasmissione, dicendosi «orgoglioso». E poi ci sono gli amici, che bevono «ombre» e mangiano panini come una sorta di rito collettivo. Lunedì sera ce n’erano un centinaio da «Profeta»: da Godego ce n’è stato uno che ha portato un asciugamano con il suo faccione stampato. A far sintesi, ecco infine Giulio, il fratello che fatica a portare avanti il lavoro nel ginepraio creatosi. Non lo dice, ma la speranza è che, dopo tutto questo caos, qualcosa si monetizzi. La ricetta per vincere è quella lì, sempre identica. «Mauro non ha mai voluto esser qualcosa di diverso di quello che è», dice. «Non si è mai costruito maschere. È uno di noi, è diretto nelle cose. E per questo piace. E perciò gli altri dentro la casa lo odiano». Semplice, no? Avanti così, dritti. Solo così, attorno, sarà delirio.

fonte: Corriere.it